[Scena:
Stanza d'ospedale di Jen. Jen è sul letto, parlando con Joey,
le si avvicina e le si siede vicina, aiutandola a prepararsi e truccarsi.]
Jen:
Quindi, cosa c'è stato? Niente pianti e implorazioni?
Joey: Beh, ci sono stati un sacco di pause e di silenzi terribili,
e lui ha fatto tutto quel suo "uh-huh, uh-huh, uh-huh."
Jen: Niente discorsi suicidi del tipo "Non posso vivere senza
di te"? Insomma, non è uno scrittore?
Joey: Ha borbottato qualcosa tipo "la vita è troppo
corta, il perdono è così lungo."
Jen: Ommioddio, splendido.
Joey: L'ha copiato. Pablo Neruda, 20 poesie d'amore e una canzone
di disperazione, pubblicati nel 1924.
Jen: Joey, Joey, Joey. Cosa devo fare con te? Ti metti sempre in
queste situazioni in cui ti lasci trasportare dal cuore, e poi devi
uscirne con la tua mente. Il tuo cuore e la tua mente sono sempre
in conflitto tra loro.
Joey: Beh, forse perché non trovano nient'altro con cui essere
in conflitto. Io sono completamente fuori dal conflitto. Lo sono
stata per anni.
Jen: Beh, se vuoi ricordartelo, non devi far altro che guardare
lo show di Dawson. E cosa dici di quella ragazza che ha scelto per
il mio ruolo? Ohh. Ho pensato spesso di rivolgermi ad un legale
e spillargli dei soldi.
Joey: Beh, almeno tu fai sesso. Tutto ciò che faccio io è
deprimermi e struggermi prima per Petey, poi per Colby, poi Colby,
poi Petey.
Jen: [Ride] Beh, non potrai mai decidere.
Joey: Sai, è qui che lui sbaglia. Voglio dire, l'eterno triangolo,
è basato sugli eventi attuali. Non è Sam che sceglie
tra Colby e Petey, non è mai stato così. Sam ha scelto
per sé stessa.
Jen:
Non possiamo usare i veri nomi qui? Non serve nascondersi in questa
stanza.
Joey: È triste pensare che sia servito un telefilm per farmelo
capire.
Jen: Cosa? Capire cosa? Sono incredibilmente curiosa.
Joey: L'unica decisione che manca è quella che riguarda me
stessa
devo smettere di fuggire... una volta per tutte. Voglio
dire, io so con chi dovrei stare. L'ho sempre saputo.
Jen: Veramente?
Joey: Sì, ma poi la paura ha preso il sopravvento, l'ansia
mi ha colpita allo stomaco costringendomi a fuggire. Jen, sono solo
capace di fuggire. Non saprei che altro fare.
Jen: Forse posso aiutarti. [Si schiarisce la voce] Posso chiederti
di prendere quella decisione? Basta fuggire. Esprimo un desiderio
sul mio letto di morte. La mia morte servirà ad uno scopo
altissimo. Sarà la tua spinta a decidere.
Joey: Jen
Jen: Hey. Giusto per sapere, dato che credo di non restare qui giù
ancora molto, chi è quello con cui hai sempre saputo di dover
stare? È Colby o Petey?
[Bussano alla porta]
Joey: È
[Dawson entra nella stanza con una carrozzina.]
Dawson: hey, Jo. Sono venuto a rapire Jen, ed eccomi qui, se è
pronta.
Jen: Pronta a partire. Fammi scendere da questo letto.
Musica
: "Angel" Sarah McLachan
[Scena:
Alle rovine, che ora sono diventate un parco pubblico. Dawson sistema
la sua videocamera, mentre Jen si porta con la carrozzina vicino
al laghetto.]
Jen:
È una splendida giornata, non credi? Mmm. Il modo in cui
il sole abbraccia gli esseri viventi. Sono in grado di vederlo.
Dawson: Ok, signora Dalloway (n.d.t. personaggio di un libro di
Virginia Wolf).
Jen: [Ride] Grazie a Dio il tuo buon umore è tornato.
Dawson: Sei sicura di volerlo fare?
Jen: Assolutamente. [Si schiarisce la voce] e tu?
Dawson: 100% sicuro... di non volerlo. Ma non sono sicuro che tu
mi lascerai scegliere, quindi...
Jen: Sarò veloce. Lo prometto. Puoi accendere.
[Inizia a riprendere]
Jen:
Ciao, Amy, è la mamma. Beh, quando vedrai questa cassetta,
io non ci sarò più, e so bene che sarà brutto
per entrambe. Quindi, non potendo esserti vicina con I miei fastidiosi
consigli, penso che farò una lista delle cose che vorrei
per te. Beh, partiamo dall'ovvio. Un' educazione. Una famiglia.
Amici. E una vita che ti riservi l'inaspettato. Cerca di fare errori.
Fanne molti, perché non c'è modo migliore di imparare
e di crescere, d'accordo? E, um, vorrei che tu stessi tanto tempo
vicina all'oceano, perché l'oceano ti fa sognare, e io voglio
assolutamente che tu, mia figlia, sia una sognatrice. Dio. Non ho
mai creduto in Dio. In effetti, ho speso una sacco di tempo ed energia
cercando di provare che non esiste. Ma spero che tu sia capace di
credere in Dio, perché ho capito, tesoro, che non importa
se Dio esiste o no.
La cosa importante è che tu creda in qualcosa, perché
ti assicuro che ciò ti farà dormire sicura la notte,
e io desidero che tu ti senta sempre sicura. E poi c'è l'amore.
Voglio che tu ami profondamente. E quando avrai trovato la persona
giusta, ovunque la trovi e chiunque tu scelga, non fuggire via.
Non dovrai andare a caccia del tuo amore. Sii paziente, e arriverà
da te, credimi, e quando meno te lo aspetterai, come sei stata tu
per me, facendomi passare il migliore anno della mia vita con la
più dolce, la più intelligente e la più bella
bambina sulla faccia della Terra. Non devi essere spaventata, piccola.
E ricorda, amare è vivere.
[Scena:
La stanza d'ospedale. Jen è seduta a letto, mentre Pacey
sta montando un videoregistratore, per vedere una cassetta.]
Pacey:
Dawson non ha mai saputo che gliel'ho presa in prestito.
Jen: Vuoi dire rubata?
Pacey: No, voglio dire presa in prestito. Non rubi agli amici.
Jen: E quando l'hai presa in prestito?
Pacey: Uh, nel 1998, appena dopo averla girata.
Jen: Oh. Ha ha.
[La
TV mostra un video con scene dal primo episodio, in cui i ragazzi
ridono e scherzano insieme.]
Jen: Oddio, eravamo così
goffi.
Pacey: già.
Jen: Beh, più tu comunque. Era molto tempo fa.
Pacey: Eh già!
Jen: Riconosco la tipica "infatuazione per Joey", quando
la vedo.
Pacey: [Ride] È splendido averla ancora qui.
Jen: Senti le scintille?
Pacey: Beh, non puoi negare la scintilla tra noi due. Quando è
qui mi sento più
più
più vivo.
Jen: Mm...
Pacey: Penso che la gente non tenga in dovuta considerazione l'importanza
di tutto ciò.
Jen:
Penso anche che ne tengano troppa considerazione. Voglio dire, per
quanto tu voglia, non puoi contare su qualcun altro per sentirti
vivo. È una cosa personale, riguarda te.
Pacey: Vero.
Jen: Quindi
stai organizzando di prenderla in prestito o di
rubarla al tuo amico?
Pacey: Beh, spero che ora sia diverso e che riusciamo a muoverci
da quella situazione.
Jen: Vorrei solo che rimanesse l'amicizia tra voi 3... e spero che
continuiate a sentirvi. Non dimenticate mai ciò che ognuno
di voi significa per gli altri e l'effetto che generate in ciascuno
di voi. Amicizie simili non andrebbero mai sovra o sottostimate.
[Respira profondamente,] Oddio, lo odio. Sono così incazzata.
Sono così incazzata. Non voglio farlo. Non voglio
morire.
Lo odio. Ricordami di non farlo più. Non è divertente.
Sto perdendo il mio senso dell'umorismo, Pace. Non voglio abbandonare
mia figlia. Non voglio lasciarla sola.
Pacey: Non lasceremo mai tua figlia sola, te lo giuro. I sabato
sera sono prenotati per me ed Amy, ok? Ci prenderemo cura di lei,
te lo giuro. Ommioddio
[Si abbracciano]
Musica
: "Healing hands" Marc Cohn
[Scena:
Le rovine. Dawson è seduto da solo a pensare, quando Joey
arriva e si siede sulla panchina di fianco a lui.]
Joey:
ciao.
Dawson: ciao.
Joey: Com'è andata?
Dawson: Bhe, sai quella lista delle cose più difficili da
superare nella vita? Sei appena stata soppiantata di nuovo. Ah.
Sono cosi fuori dal mondo , Jo. Ho... Ho sprecato cosi tanto tempo
a vivere nella mia piccola bolla di sapone di Hollywood anche adesso,
la mia mente è col mio lavoro. Odio ammetterlo. Lo Studio
mi chiama ogni 5 secondi. Il network vuole una sceneggiatura, che
non ho ancora finito, perché non so come. Non ho una fine.
Non riesco neanche a mettermi a pensare abbastanza per scriverne
una.
Joey: Dawson, è un periodo di stress estremo.
Dawson:
Non è solo quello. Quando ho visto Jen per la prima volta
l'altro giorno con Amy, il mio primo pensiero è stato "
Quand'è che Jen ha avuto una bimba?" Mi ero dimenticato
che Jen avesse avuto una bimba. Mi ero dimenticato di saperlo. Cosa-Cosa
c'è di sbagliato in me?
Joey: Non puoi sentirti colpevole di questo, Dawson. Il mio ufficio
mi chiama ogni 5 secondi. Si chiama vita, e dobbiamo affrontarla.
Dawson: Affrontare cosa? Non è Shakespeare. Non sto scrivendo
Schindler's list. Non so neanche perchè me ne preoccupo tanto.
Non sono Spielberg. Lui non verrebbe neanche a un incontro con me.
Lo farebbe?
Joey: Smettila.
Dawson: Sta morendo. Jo, lei sta morendo, e tutto quello a cui riesco
a pensare è alla fine di uno stupido show televisivo. Continuo
a pensare che ci sarà tempo per il resto, ma
non ce
n'è mai.
Joey: si, è vero.
Dawson: Niente nella mia vita è reale ormai. Ho perso il
contatto con la mia famiglia, gli amici,tu... e tu ed io insieme
è l'unica cosa che abbia mai avuto senso per me, e l'avevo
dimenticato... finchè non ti ho rivista, e mi è tutto
tornato in mente, quello che eravamo, e non stiamo neanche insieme.
Joey: Non guardi the Creek? Siamo insieme ogni mercoledì
alle 8:00. Dawson, hai scritto uno show su di noi.
Dawson: E questo è il problema. Ho trasformato la mia intera
vita in fiction. Non è più vera vita nemmeno quella
che sto vivendo.
Joey: E' reale, nel miglior modo possibile. Dawson, lo sai quanto
sei fortunato? Sei uno scrittore. Puoi vivere la vita due volte.
Chi altro può farlo?
[Scena:
Stanza di ospedale di Jen. Jen è seduta sul suo letto, con
Amy tra le braccia, guardando dei fogli, mentre Jack è seduto
su una sedia di fianco al letto, guardando altri fogli.]
Jen:
Mi piace questo. Decisamente una "A."
Jack: Oh, si. Credevo fosse un po prosaico. Credo che, uh, Cynthia
possa fare molto di più.
Jen: Oh, dio. Bhe, siamo tutti capaci di fare di più, Jack.
Jack: Hey, vuoi sederti? Vuoi andare sulla tua sedia?
Jen: si,grazie.
[Jack solleva Amy e la mette sulla sediolina]
Jen: Hey.
Jack: Vuoi andare sul tuo seggiolino? Qui.
Amy: Mamma.
Jack: Ohh. Parlando di capacità... posso parlare dell'argomento
ancora non affrontato di Amy?
Jen: Hai detto male, professore d'inglese. Penso tu possa fare di
meglio.
Jack: Jen, dai. E' difficile.
Jen: Non voglio tu ti senta costretto, Jack.
Jack: Sono il suo padrino.
Jen: Credo che quando la maggioranza delle persone firmano per i
doveri dei padrini, non pensano che la cosa vada oltre alcune sere
da baby-sitter.
Jack:
Jen, la voglio. La voglio, ma non so cosa tu e la nonna abbiate
deciso.
Jen: La nonna è cosciente della situazione, con la sua salute
e tutto il resto... ed entrambe pensiamo che tu saresti un ottimo
padre. Una richiesta. Per piacere puoi aiutare Amy a trovare un
posto in cui inserirsi? Io mi sento di non esserci mai davvero riuscita.
Jack: Ed è per questo che siamo noi.
Jen: lo so. Voglio dire, dal momento che scesi dal taxi e arrivai
al fiumiciattolo, io -io sono stata l'istigatrice, sai? La ragazza
che causava problemi e scuoteva il paese e irritava il delicato
equilibrio emozionale di Capeside, e-e non voglio che Amy sia quella
persona. Voglio che lei appartenga a qualcosa. Io sento di non averlo
mai fatto.
Jack: Jen, tu appartieni. Tu appartieni a me. Non lo capisci? [Tira
su col naso] Sei la mia anima gemella.
[Le lacrime scorrono per entrambi]
Jack: Amy conoscerà l'amore. Ogni giorno della sua vita,
lei saprà quanto sua madre l'abbia amata. Ok?
Musica : "Green apples" Chantal Kreaviazuk